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PostHeaderIcon Riscaldamento Motore


Scaldare bene il motore è molto importante per non compromettere la durata del motore stesso. Quando il motore è freddo, le tolleranze di accoppiamento dei vari componenti meccanici non sono quelle previste per funzionamento a regime, il lubrificante potrebbe non aver raggiunto alcuni organi anche perché la viscosità dell'olio freddo è differente rispetto a quella di quando è in temperatura, la distribuzione delle temperature nei vari componenti non è omogenea e non da ultimo la carburazione non è quella ottimale: tutte queste condizioni concorrono a generare situazioni di rischio nel caso un motore venisse "tirato" da freddo.

Quando il motore è fermo da parecchio tempo, ad esempio da diverse settimane, gli organi meccanici sono completamente a secco, mentre chi usa la moto regolarmente può contare su una piccola lubrificazione residua sempre presente. Questo per dire che maggiore è il tempo durante il quale la moto è rimasta ferma, tanto più scrupolosa dovrà essere la nostra operazione di riscaldamento.

La fase di riscaldamento serve per fare raggiungere l'omogeneità termica ai vari componenti, infatti durante la fase di riscaldamento ci sono differenze notevoli di temperatura fra i vari organi o fra le varie parti dello stesso organo. Ad esempio, quando accendiamo la moto, il cielo del pistone si scalda immediatamente e quindi dilata mentre il cilindro dilata meno verso la base: ciò comporta una deformazione sia del cilindro che del pistone che ne potrebbero ridurre la tolleranza e ciò causerebbe un maggiore attrito in determinati punti, pertanto se facessimo girare troppo velocemente il motore, gli attriti potrebbero essere tali da danneggiarli (se non addirittura gripparli).


 Operazioni da effettuare per un corretto riscaldamento della moto:

  • Moto dotate di starter: lo starter arricchisce la miscela di benzina chiudendo parzialmente l'aria, varia cioè la carburazione facilitando la partenza del motore. Lo starter deve essere azionato prima di mettere in moto e disinserito non appena il motore gira regolarmente.
     
  • Moto a iniezione: in questo caso, ci pensa la centralina elettronica a regolare correttamente la carburazione


L'operazione di riscaldamento deve essere graduale ma allo stesso tempo più veloce possibile, in modo da fare raggiungere nel minor tempo possibile l'equilibrio termico al motore.

Questo ci fa subito capire che non è proprio corretto fare scaldare la moto al minimo, come invece purtroppo accade spesso: una volta messo in moto e verificato che il motore risponda correttamente all'acceleratore, è necessario partire perché il motore gira piano ma necessitando di potenza per spingere tutta la moto si scalderà più velocemente.
Dobbiamo però stare attenti a non tirare le marce in questa situazione: orientativamente, cerchiamo di non superare 1/4 del regime massimo di rotazione (cioè, ad esempio, su una moto che arriva a 10.000, giri cercheremo di non superare troppo i 2.500 giri), quindi useremo delle marce piuttosto lunghe.

L'operazione di riscaldamento, così fatta, può durare alcuni minuti, anche in dipendenza della temperatura esterna. Per chi ha il termometro, la temperatura dell'acqua a regime normalmente è poco al di sotto degli 80 gradi, attenzione però perché questa è la temperatura dell'acqua e non quella dell'olio: quando l'acqua si trova a questa temperatura, la moto dovrebbe essere pressoché calda, attendere comunque ancora un pochino in modo che la temperatura possa uniformarsi nei vari componenti, dopodiché si può iniziare a tirare.

 

 

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